Differenze tra ortopedia, fisiatria, fisioterapia, osteopatia, chiropratica.
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Rivelazioni e differenze

07 Feb Rivelazioni e differenze

Differenze tra ortopedia, fisiatria, fisioterapia, osteopatia, chiropratica… è giunto il momento di fare chiarezza!

Spesso ci domandiamo a chi rivolgerci quando traumi articolari o muscolarici impediscono una vita attiva normale. I medici specialisti che operano in questo campo della medicina sono diversi, ma hanno tutti un unico obiettivo, quello di diagnosticare, guarire o ripristinare la corretta funzione muscolare e articolare, ma con diversi consigli e trattamenti. Questo non bisogna dimenticarlo mai.

Vediamo insieme in cosa si differenziano!

  • Ortopedia
  • Fisiatria
  • Fisioterapia
  • Osteopatia
  • Chiropratica

Ortopedia

Ortopedia, parola che deriva dal greco e significa “diritto del bambino”, ha iniziato il suo lungo percorso nel 1741 aiutando appunto i bambini con deformazioni agli arti e alla colonna vertebrale. Oggi l’Ortopedia studia e cura le disfunzioni congenite o traumatiche delle ossa, dei muscoli, dei tendini, dei legamenti e dei nervi e opera nel campo della terapia medica e chirurgica. Infatti per diventare un buon ortopedico occorre una laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia.

Gli ambiti chirurgici possono essere ad esempio:

  • la Chirurgia al ginocchio;
  • la Chirurgia dell’anca,
  • la Chirurgia alla mano, (come il tunnel carpale);
  • altre operazioni che risolvono il disturbo dell’osteoporosi, dell’artrite, nonché ricostruzioni dei legamenti, allungamento arti, infiltrazioni articolari.
  • E tanto altro…

Oggi il mondo dell’Ortopedia mette in risalto una nuova curiosa patologia, “il collo da sms”. Molti ortopedici affermano che l’utilizzo di dispositivi elettronici, legato ad una postura scorretta (tenere basso il collo per vedere meglio lo schermo), causa un sovraccarico del trapezio e dei muscoli lunghi del collo, che avrà come risultato infiammazioni, dolore e alterazioni della colonna vertebrale.

Fisiatria

La Fisiatria deriva dal greco e significa “medico fisico”. Si occupa di medicina fisica e riabilitativa dell’apparato muscolo-scheletrico e rieducazione posturale.

Il fisiatra riveste un ruolo molto importante nel campo della medicina, in quanto non si occupa solo di curare una patologia ma anche di individuarne la previsione del decorso e l’esito della stessa, nonché il tempo di guarigione.

Il fisiatra è quindi il medico responsabile del programma di riabilitazione che coordina gli interventi del chirurgo ortopedico e del fisioterapista. Il fisiatra può inoltre occuparsi dellariabilitazione del linguaggio e della fonazione.

Per diventare fisiatra si deve ottenere una laurea in Medicina e Chirurgia per poi frequentare un corso di specializzazione in Medicina Riabilitativa di 5 ANNI.

Fisioterapia

La Fisioterapia che dal greco vuol dire “naturale terapia”, viene praticata dal fisioterapista, un professionista sanitario che si occupa, di riabilitare il funzionamento di parti del corpo che presentano disabilità motorie e psicomotorie impiegando anche l’aiuto di protesi. Il fisioterapista dopo aver valutato il problema si avvale di alcune tecniche terapeutiche per eliminarne la causa, come ad esempio:

  • la termoterapia;
  • la fototerapia;
  • l’elettroterapia;
  • l’idroterapia.

I risultati di questi trattamenti sono resi ancora più efficaci con l’aiuto di terapie fisiche manuali. Il fisioterapista con la specializzazione in psicomotricità può assistere fisicamente e psichicamente persone di età avanzata con problemi neurosensoriali e psichici.

Per diventare fisioterapista occorre frequentare e portare a conclusione il corso di laurea in fisioterapia di 3 ANNI, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia.

I benefici dei trattamenti fisioterapici sono:

  • attenua il dolore;
  • tempi di guarigione ridotti (relativamente alla problematica);
  • evita l’uso eccessivo di farmaci.

Osteopatia

L’osteopatia nata nel 1874 negli USA, è una disciplina medica complementare che riguarda la cura dell’apparato muscolo-scheletrico, craniale e viscerale senza l’utilizzo della chirurgia e l’uso di medicinali. Da molti è definita “autoguarigione” poiché riesce a ristabilire il benessere della struttura scheletrica con manipolazioni manuali, che portano risultati non solo fisici ma conseguentemente anche mentali.

L’osteopatia si occupa di molte problematiche disfunzionali, lavora sul dolore cronico e talvolta opera in modo integrato ai medici. L’osteopata ricerca la “disfunzione somatica” e attraverso una manipolazione specifica e personalizzata la rimuove curando talora, anche un sistema diverso da quello in cui si manifesta il sintomo.

Tali manipolazioni sono rivolte a particolari organi che essendo legati a varie parti del corpo, riescono a reintegrare il funzionamento corretto del sistema muscolare e articolare, nonché del sistema nervoso. L’osteopatia agisce quindi sulle funzioni vitali e ha uno scopo curativo, ma anche solamente preventivo, adatto a qualsiasi fascia d’età.

Si diventa osteopata con un corso formativo di 5 anni che prevede lo studio di materie quali anatomia, neurologia, biomeccanica articolare, patologia e molte altre. A seguire, un’esaminazione specifica stabilisce l’ingresso al Registro Osteopati Italiani, ente Nazionale a tutela del paziente.

I benefici dei trattamenti osteopatici sono:

  • cura la causa prima del sintomo. Partendo dal principio e risolvendo il problema;
  • evita l’uso di farmaci;
  • non ha alcuna controindicazione ed è adatta a tutti (dal neonato all’anziano)

Chiropratica

Il padre della chiropratica è considerato Daniel David Palmer. Nata negli stati uniti verso la fine del XIX secolo, si tratta di una terapia non convenzionale, basata su manipolazioni osseo articolari, che mira a ristabilire la salute concentrando la propria azione sul sistema nervoso e sulla sua stretta relazione con la colonna vertebrale. Nella colonna vertebrale si trova infatti il midollo spinale, le cui disfunzioni, secondo i principi della chiropratica, causano problemi anche nel resto del corpo e ostacolano la sua capacità di autoguarigione. Il midollo spinale è la maggiore via di comunicazione del nostro sistema nervoso e trasmette gli ordini dal cervello a tutti gli altri organi. Se un nervo viene compresso da un iper-tono muscolare o blocco articolare, questa comunicazione cessa di funzionare bene.
Mal di schiena, al collo, alla testa, alle spalle, agli arti e altri problemi possono generarsi di conseguenza.
Una volta ripristinato il corretto stato della colonna, il corpo è in grado di ritornare alla normalità; il dolore diminuisce e il paziente tornerà a guadagnare mobilità.

Il chiropratico fa uso della manipolazione vertebrale e dell’aggiustamento su determinate articolazioni al fine di ripristinare la funzionalità normale del corpo

Per diventare chiropratico è necessario frequentare un’università straniera riconosciuta dal CCE (The Council on Chiropractic Education) e poi svolgere un tirocinio (di circa 5000 ore). Il corso di chiropratica ha una durata media di 5 anni.

Spesso tra i pazienti sorge confusione sulla scelta di affidarsi all’osteopatia o alla chiropratica per risolvere i propri problemi. In realtà, nessuna delle due è migliore o superiore all’altra: tutto dipende da come il paziente si approccia al proprio disturbo e all’obiettivo che vuole ottenere, considerando che l’osteopatia ha un approccio globale e completo non riducendosi alla sola colonna vertebrale. Nessuno vieta al paziente di recarsi da un osteopata o da un chiropratico allo stesso momento, tenendo presente però le diversità del trattamento: mentre per risolvere un disturbo da un osteopata occorrono solitamente 4-5 sedute da 30-40 minuti, il chiropratico effettua un maggior numero di sedute (10-12) di durata breve (10-15 minuti). Sono entrambe pratiche salutari e naturali con un valore ed una efficacia proprie e la migliore è semplicemente quella che fa stare meglio il paziente. L’importante è rivolgersi a un professionista serio e competente, non solo qualificato.

Ancora più spesso, tra i pazienti, sorge molta confusione anche nella scelta tra un fisioterapista ed un osteopata.

Questa, ahimè, alimentata da qualche collega non abituato al lavoro in équipe e poco avvezzo alla collaborazione tra tutte le professioni della salute.

Per gli interessati alla competenza sanitaria seria, senza scorciatoie, con attitudine scientifica e deontologica invece, non vi è in realtà contrapposizione tra le due professioni di osteopata e fisioterapista; ma vengono piuttosto considerate in collaborazione e completamento reciproco.
In Italia l’osteopata è stata riconosciuta da poco a livello giuridico una professione sanitaria all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, mentre il fisioterapista è una figura riconosciuta da tempo.
Il tipo di approccio, di metodo diagnostico e terapeutico al paziente è differente ma non opposto.
Il fisioterapista si focalizza sull’area in cui il paziente lamenta il dolore e di conseguenza gli pone domande relative a quella zona specifica; si occupa dunque di una sintomatologia locale.
L’osteopata utilizza un approccio più globale sia nella diagnosi che nella terapia, al fine di ricondurre la totalità del corpo all’equilibrio e alla normale mobilità; va alla ricerca delle cause che hanno scatenato un problema, non limitandosi alla regione che presenta il dolore; la causa può infatti trovarsi in una zona del corpo anche distante. Le domande poste saranno riferite non solo alla zona del dolore ma verrà tenuta in considerazione tutta la storia clinica del paziente.

Così come il fisioterapista ha bisogno dell’osteopata, che è in grado di guardare alla globalità del corpo, anche l’osteopata ha bisogno del fisioterapista, che segue il paziente affinché i benefici del trattamento non siano persi e si mantenga il risultato raggiunto, evitando una eventuale regressione.

Lo scopo cui concorrono entrambi rimane in ogni caso lo stesso, ovvero il benessere del paziente.

E questo, personalmente, non lo dimentico mai ed è per me di valore assoluto.



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