Osteopatia e pallacanestro: un rapporto antico.
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Osteopatia e pallacanestro: un rapporto antico

26 Nov Osteopatia e pallacanestro: un rapporto antico

Il rapporto tra osteopatia e pallacanestro è antico e a dire il vero il basket è tra gli sport che per primi hanno intuito i vantaggi dell’osteopatia per un atleta.

Una volta non vi erano squadre che avessero un osteopata nel team sanitario; qualche società di calcio di serie A aveva iniziato a credere nella figura dello stesso, ma nel basket ancora nulla. Poi, nel tempo, gli atleti hanno capito l’importanza del ruolo dell’osteopata, sia in termini preventivi che terapeutici: e poiché spesso non ne avevano uno in società, lo cercavano privatamente. Questo ha portato le società ad inserire la figura dell’osteopata in misura sempre più costante all’interno degli staff sanitari.

Il compito dell’osteopata all’interno dello staff medico è quello di monitorare, con scadenze prestabilite studiate caso per caso, la postura dell’atleta, per liberarlo da restrizioni che possono essere fonte di calo delle prestazioni e possono portare, alla lunga, a patologie del sistema muscolo-scheletrico. (Infatti, gli infortuni non sono altro che la manifestazione di squilibri, di origine traumatica o posturale, già presenti nell’atleta).

L’osteopata interviene anche in caso di traumi di gioco, a complemento delle altre figure presenti nello staff medico. La collaborazione è sempre più stretta anche col settore dei preparatori atletici, che hanno ormai capito che un atleta trattato osteopaticamente può svolgere il gesto atletico in maniera più funzionale e con meno dispendio energetico. Riuscendo ad esprimere al massimo le proprie potenzialità.

Il basket è uno sport praticato da atleti con caratteristiche fisiche particolari, con una taglia particolare, dove l’impegno muscolare ed articolare è di altissima intensità.

Le leve di questi atleti sono molto lunghe e lo sport si basa sul contatto fisico, su accelerazioni e decelerazioni, scatti, spostamenti laterali e salti continui; la struttura muscolo-scheletrica è altamente sollecitata. Con questi presupposti si capisce che il lavoro da svolgere è sempre molto.

In termini percentuali, le più comuni sono le distorsioni tibio-tarsiche: spesso gli atleti si trovano a saltare in uno spazio limitato con lo sguardo rivolto verso l’alto, nell’azione di recuperare un rimbalzo. Diventa così facile atterrare sul piede di un altro giocatore.

Più in generale invece, le aree maggiormente colpite sono bacino e colonna.

Le strutture muscolari e tendinee degli arti inferiori sono continuamente sottoposte a stress, sia nella fase di elevazione sia nella fase eccentrica di ricaduta ed ammortizzazione del carico.

In molti casi ci troviamo di fronte a disfunzioni ascendenti che dagli arti inferiori si ripercuotono sul bacino per arrivare alla colonna. A volte il problema sta nel bacino ed altre nella colonna.

L’obiettivo principale dell’osteopata è quello di mantenere il migliore equilibrio dell’atleta sia nella componente articolare sia in quella muscolare per ridurre al minimo le sollecitazioni.

Nel caso di distorsioni articolari, il ruolo dell’osteopata è quello di ricreare una ripresa della mobilità articolare come prima del trauma.

Oggi abbiamo la possibilità con mezzi scientifici di studiare tutti i parametri di mobilità, equilibrio e forza dell’atleta sano con sistemi computerizzati, che diventano dati di riferimento dei risultati da ottenere nella fase di recupero.

Anche le problematiche muscolari necessitano di un intervento osteopatico. Non interveniamo sul singolo muscolo ma inseriamo il trauma nella disfunzione di una catena muscolare. Questo agevola il recupero dal trauma, riducendo al massimo le possibili recidive.

Per quanto riguarda la prevenzione, questa è entrata con forza negli obiettivi di uno staff sanitario di alto livello. Gli atleti oggi giocano molto, sempre di più, con meno possibilità di allenarsi. In questo scenario la probabilità di infortunio aumenta e va rinforzata la strategia preventiva.

L’osteopatia è una terapia ad azione preventiva: valutare e trattare regolarmente l’atleta per liberarlo da limitazioni anche minime è un obbligo per tutte le società sportive.

Lavorare con atleti di alto livello rafforza la convinzione su quanto il connubio tra osteopatia e sport sia veramente vincente, come lo è il connubio tra osteopatia e benessere generale nei pazienti non sportivi.

 

In foto: Carlos Francisco Delfino, classe 1982, super cestista argentino che gioca come guardia o ala piccola nella Victoria Libertas Pesaro. Il trentottenne è sbarcato per la prima volta in Italia nel 2000 giocando due anni con Reggio Calabria e per altrettante stagioni alla Fortitudo Bologna. Delfino, tra le altre, ha fatto anche esperienza in NBA con le maglie di Detroit Pistons, Toronto Raptors, Milwaukee Bucks e Houston Rockets, oltre a una parentesi al Khimki.

 

 



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